Orma, energia positiva. 11ème? Non! Vanchiglia.

Da sx a dx: Matteo, Tommaso, Redon.

Dall’apertura nel 2021 Orma Vini ha cambiato forma e si sta plasmando nella versione definitiva: all’inizio era solo mescita abbinata a pochi prodotti e piatti freddi ma da diversi mesi ormai è stata montata e messa in funzione la cucina. Adesso è un bistrot del vino davvero in forma!

Propongono una piccola carta molto centrata ed assolutamente non banale.

La cucina è in mano a Matteo (esperienza anche al Cambio): piatti semplici cucinati con precisone ed un pizzico di creatività. Il risultato è molto piacevole, non retorico né prevedibile.

Già si parte bene con il pane: è quello di Tellia. Ormai una garanzia nel panorama della Boulangerie cittadina.

All’inizio propongono le ‘Selezioni’: formaggi selezione Fil Rouge, Stichelton, paleta pata negra 36 mesi, ostriche. Tutto buono.

Poi le ‘Sciocchezze’. Più che tapas, direi pintxos.

Tra questi c’è il lussurioso paninetto con pancetta piastrata, kimchi e maionese al sesamo. Tra l’altro su questa preparazione il pane dolce è perfetto.

 

Tra i ‘Piatti’ vi segnalo alcune cose.

L’insalatina spring roll: daikon, pak-choy, carote e salsa agro-piccante. Bellissima idea: l’involtino primavera scomposto in insalata. Una tegola (non unta, ne fritta, ne puzzolente) adagiata sulle verdure crude che mantengono il loro gusto e consistenza croccante. Una sinfonia di colori e di gusti. Finalmente verdure a tavola! Per di più proposte in maniera accattivante! (E finalmente anche Federico Ferrero è contento!)

Dottor Chef Federico Ferrero si ‘butta’ sull’insalatina Spring Roll.

Vitello tonnato. Questo è il piatto che più mi ha sorpreso! L’ho visto servire così solo in un altro posto. Da Guido di Costigliole. Tuttora Ugo Alciati lo propone così a Serralunga d’Alba. Ho subito interrogato Matteo: lo aveva assaggiato proprio da Ugo. Questa è cultura! Bravo Matteo!

Il vitello tonnato. Classe cristallina.

 

 

 

Raviolo di zucca ‘Barbagiuai’, al burro e maggiorana.

E anche questo non delude. Il Barbagiuan si ‘raviolizza’ diventando una pasta ripiena: non è fritto, bensì lesso. Cambiano così i profumi, le consistenze ed i gusti.

 

La bottiglia scelta: Montemarino 2004 Cascina degli Ulivi: Cannonnata!

Che dire di altro? Possiamo aggiungere che Orma è un locale del Vino naturale o Artigianale (preferisco dire). Hanno circa 700 etichette! Pazzesco! Questi ragazzi fanno molta ricerca: questo va riconosciuto. Il vino qui è fondamentale. Come ho già detto più volte quando un giornalista recensisce un locale del ‘vin nature’ preferisce sorvolare su questo aspetto trincerandosi dietro frasi tipo: ‘bella selezione vini’ oppure ‘selezione vini originale’. Speriamo che ci sia accorga del livello a cui lavorano questo ed altri locali del genere.

Tra l’altro direi che Orma Vini non è stato ancora recensito: probabilmente non si possono permettere un ufficio stampa, ma non fa nulla. Sono veri, autentici, sinceri, appassionati e per questo sono molto credibili: a me hanno convinto parecchio. Bravi.

Qui si respira un dinamismo dirompente, energia pura. C’è un potenziale enorme: ci sarà da divertirsi qui!

Non sembra nemmeno di essere a Parigi nell’ 11ème.

Sembra di essere a Torino. In Vanchglia.

Orma, via Sant’Ottavio 52/d, 10024 Torino