Il ‘nuovo’ Agnolotto di Torino del Magorabin.

Grande Piatto.

Mi è piaciuto molto l’agnolotto dello chef Enzo Barillà assaggiato ieri al Magorabin di Marcello Trentini e Simona Beltrami. 1 stella Michelin  

Piatto intelligente eseguito in maniera tecnicamente molto precisa.

Innanzi tutto colpisce per il livello estetico. Gli agnolotti sono cotti e disposti sul piatto non tagliati, conditi con fondo bruno (ben fatto), rifinito con emulsione al foie gras e qualche granello di pepe.

In questo modo il piatto di agnolotti non si sviluppa in altezza, quindi tridimensionalmente, ma solo in modo bidimensionale (orizzontalmente).

Il piatto nasce da un’intuizione geniale: il condimento (burro e salvia) è all’interno ed il ripieno (carne) all’esterno.

Lo chef declina la tradizione in modo nuovo ed intelligente. Siamo quindi lontani dalla retorica (cucina tipica, territorio, nonna, mamma, blah blah), ma in realtà gli elementi ed i sapori della ‘tradizione’ ci sono tutti. Eccome se ci sono tutti!!! Il piatto è eccellente. Gusto intenso e preciso, sia dal lato ‘fondo bruno’ che dal lato più morbido del ‘burro e salvia’.

4 ingredienti: idee chiare! Piatto diretto ed essenziale.

Inoltre è dieteticamte molto giusto: il ripieno che definisco ‘burro e salvia’ è in realtà un’emulsione di latte di soia e salvia!

Qualcosa più in linea con i tempi da ‘ipernutriti’ in cui viviamo.

Per cui sì! Siamo davanti ad un Grande Piatto.

Il ‘nuovo’ Agnolotto di Torino del Magorabin.

Un Agnolotto di Torino 2.0.

PS 

Vi aggiungo in fondo il video con la presentazione del piatto da parte dello chef Enzo Barillà e la mia video degustazione.