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BIO UN PAR DI PALLE ! Parte 2

La scorsa settimana é un uscito un curioso articolo sul sito di Slow Wine/Slow Food: ‘Fatevene una ragione: in Langa il Bio ha vinto!’. Potete, leggerlo qui.
Sono rimasto senza parole….
Io non faccio il giornalista/editore di guide sul vino per professione, sono solo un appassionato che frequenta ed ama la Langa.
Posso solo dirvi che: ‘in Langa il Bio ha vinto….A PAROLE!’. Nulla di più. Basta fare un giro in macchina e guardarsi intorno. Quello che vince in Langa é sempre il diserbo.
L’articolo di Slow Wine ha un fondo di verità: é vero che il processo di saharizzazione o sahelizzazione del terreno langarolo é in leggera controtendenza ma il processo é molto lento. Ho parlato spesso di questo problema qui nel mio blog.
Si vede più verde nelle vigne, in mezzo ai filari, ma al livello dei ceppi c’è spesso erba gialla oppure nessun segno di vita. E non si tratta di terra zappata e rivoltata.
Qualche bella vigna piena di vita in più rispetto ad alcuni fa si vede, é vero!
Come é vero, come si dice nell’articolo di Slow Wine, che alcune storiche aziende hanno intrapreso la via del cambiamento.

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25/05/2014 Bella vigna di Gaja coltivata con il sovescio in località Roncagliette, dovrebbe essere la vigna del Costa Russi. Credo siano spighe di orzo, bello vero?

Gaja in primis sta facendo un lavoro radicale in vigna e so anche di prove importanti a livello di micro vinificazioni in cantina. Questa cantina potrebbe fare la rivoluzione che fece Angelo Gaja nei primi anni 80.
Anche Ceretto sta affrontando grandi cambiamenti da alcuni anni: lo potete vedere passando in auto di fianco alla tenuta di Bricco Rocche a Castiglione Falletto. Qui di seguito un bel video di maggio 2013 in cui Alessandro Ceretto ci porta nelle Brunate di Barolo per fare il trattamento biodinamico E501 all’alba.

Ovviamente si aggiungono a queste quelle poche aziende che hanno da sempre lavorato il vigneto langarolo in maniera artigianale.
Ultimamente mi sono capitati tra le mani diversi dépliants/cataloghi di importanti aziende langarole: tutti mettono in evidenza il fatto di lavorare senza chimica i vigneti, chi con la lotta integrata, chi con un’agricoltura Bio. ‘Per la nostra e vostra salute’, recitano alcuni. Ripeto, e sono duro con un Terroir che amo e che deve essere di esempio, non vedo molte belle vigne in Langa. La situazione é migliore in Roero e sopratutto in astigiano e Monferrato: in queste zone si vedono spesso bei vigneti pieni di vita e non di rado con vecchi ceppi. Dovrebbe essere il contrario!
Comunque ammettendo che Slow Food abbia ragione nel suo articolo e che i miei occhiali sporchi non mi permettano di vedere molte ‘belle’ vigne di Langa, quello che non é cambiato….. é il vino!
Si cerca di limitare o di eliminare la chimica dal vigneto per produrre vini che siano non solo più sani, ma molto più buoni. Vini di qualità nettamente superiore in degustazione, vini che rispecchino le caratteristiche del vitigno, del Terroir, di un Cru e sopratutto del millesimo! Solo così si fa la differenza. Per fare questo bisogna limitare e/o eliminare i diserbanti e gli antimuffa che distruggono la flora di lieviti autoctoni ed inimitabili di questo Terroir. Questa la causa di interventi, a volte pesanti, in cantina: il gusto ne risente!
Molto spesso mi capita di degustare Baroli o Barbareschi che non hanno alcuna relazione con il vitigno, con il Cru e sopratutto con l’annata! In alcuni casi mi sembra di bere dei vini degli anni 90. Provate i bianchi, gli Chardonnay ed i Sauvignons in particolare.
Il livello generale é molto buono ma manca poco per arrivare all’eccellenza. Come consumatore la pretendo in questo Terroir!
La guida vini Slow Wine, che reputo la migliore con quella dell’Espresso, sta ora giocando un ruolo fondamentale, verissimo! Slow Food é sempre fondamentale: lo fu in un altra epoca, negli anni 90 e 2000 (tre bicchieri, ecc.), e lo é ora con i nuovi redattori della guida.
Io sono comunque ancora d’accordo con quello che scrisse Cristian Bucci due anni fa: ‘Bio un par di palle!’.
Spero però che abbia ragione Slow Food e che un lento e difficile cambiamento sia iniziato. Solo per portare Barolo e Barbaresco dove meritano di essere: nell’eccellenza mondiale!
É importante che ciò avvenga anche per evitare figuracce con i visitatori stranieri come si può vedere da questo tweet di James Suckling pubblicato due anni fa: ‘questa mattina un elicottero giallo sta spruzzando sulle vigne nel cuore di Barolo.’ Io non sono un grande fan di Wine Spectator, ma si tratta pur sempre di una personalità influente nell’ambiente internazionale del vino.

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Ora un giretto in macchina tra Barbaresco, Tre Stelle, Treiso e Neive fatto domenica scorsa il 25/05/2014. No comment.
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Qui invece siamo nel Cru Roccalini dell’omonima azienda di Paolo Veglio. Foto scattate sempre nella stessa giornata del 25/05/2014.
Veramente splendide vigne. E grande Barbaresco!

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Aggiungo ancora tre foto del 13/06/2009 di Luca Roagna nella stupenda vigna dei Paglieri: un’esplosione di vitalità! E di nuovo grande Barbaresco!

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ENGLISH TRANSLATION

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Last week I read an interesting article on the Slow Wine/Slow Food web site: ‘In Langa organic has won!’. You can read it here.
I was very surprised…
I’m not a journalist or a wine guide publisher, i’m just an amateur who enjoys going in Langa because I just love it.
I just can tell you that: ‘In Langa organic won….WITH WORDS!’. Nothing more. You just have to go for a drive and look around yourself. The only thing that wins here is weeding.
The Slow Wine article is right though: the process of saharization or sahelization in that area is slightly slowing down but it’s something really slow. I’ve been writing several times about this problem here on my blog.
You do actually see more green grass in the vineyards but at the vines feet you would often see yellow grass or just no grass at all. And I’m not talking about hoed ground.
But I agree! You can now see more nice and full of life vineyards nowadays compared to the past.
Furthermore Slow Wine’s article is right when it says about some top wineries that started important changes.

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05/25/2014 Gaja’s nice vineyard in the Roncagliette Cru grown with the green manure. That should be the Costa Russi vineyard. Looks like barley, cool hey?

Gaja is doing a radical job in his vineyards and I know about some new interesting wine making tests. This winery could be as revolutionary nowadays as Angelo Gaja in the early 80s.

Ceretto too is facing important changes: you can see it driving through Castiglione Falletto in their Bricco Rocche property.
Here a nice video shot in may 2013: Alessandro Ceretto brings us in the Brunate of Barolo at dawn when they are spraying the biodynamic E501.

And then of course, there are other wineries that have always been working their vineyards with an artisan style.
In the last months I’ve seen dépliants/catalogs of important Langa wineries: they all say about how they won’t use chemicals in their vineyards, some say they are almost organic, others integrated farming. ‘For our and your health’, some of these flyers say. Once again, and I’m tough with a Terroir I love and that should be a model to follow, I must say that I barely see nice vineyards in the Langa area. There’s a much better situation in Roero, or in Asti and in Monferrato: you will see very often in these areas awesome vineyards full of life with old vines too. It should be the contrary!
In any case let’s say that Slow Food is right and that my glasses are just dirty, what didn’t change in Langa is….wine!
You try to limit or avoid chemicals in the vineyard in order to make healthier and much better wines. Top quality wines with the original characteristics of the grape variety, of the Terroir, of a Cru and of the vintage! This is the only way to make the difference. In order to do this you must limit and/or avoid chemicals that would eventually destroy the indigenous and inimitable yeasts of this Terroir. That would be the cause of actions, some times quite heavy, in the wine making: the taste will be affected!

Quite often I taste Barolo or Barbaresco that don’t have any relation with the grape variety, with the Cru and with the vintage! Sometimes it seems like I’m tasting wines of the 90s. Just try some Langa Chardonnay or some Sauvignon, it will give you the idea.
The average level is really good but you need one more step to get to the excellence.
As a consumer i definitely pretend it from this Terroir!

Now the Slow Wine guide, which I think is the best along with the Espresso Wine Guide, is playing a very important role! Slow Food has always been fundamental: that happened in the past, in the 90s and in the 2000s (3 glasses, etc.), and it happens again today with the new authors of the wine guide.
In any case I still agree with Cristian Bucci when a couple of years ago he wrote: ‘Organic my ass!’.
I do hope that Slow Food is right and that a slow and difficult change has begun. Just to bring Barolo and Barbaresco where they deserve to be: the world’s excellence!
It is very important that this happens quickly to avoid misunderstandings with foreign visitors as you can see in this tweet posted by James Suckling a couple of years ago: ‘yellow helicopter spraying vineyards this morning in heart of Barolo’. I’m not a Wine Spectator fan but we’re still talking about somebody really influential in the wine world.

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Now a short drive between Barbaresco, Tre Stelle, Treiso and Neive I made last Sunday the 05/25/2014. No comment.
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Finally this is the Cru Roccalini owned Paolo Veglio of Roccalini winery. Pictures were shot on the same day, last Sunday 05/25/2014.
Definitely a wonderful vineyard. And a great Barbaresco!

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3 more pictures shot the 06/13/2009 of Luca Roagna in the fantastic Paglieri vineyard: life explosion! And once more a great Barbaresco!

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