Il Monferrato è un espressione di Piemonte unica e profonda. In una giornata di fine inverno, guidare in mezzo a queste colline è spettacolo puro! Siamo in quell’ambiente fatto di splendidi scenari abbinati al silenzio ed alla lentezza. Ci si rende subito conto di un potenziale enorme da sviluppare: nella ristorazione, nel vino e sopratutto nel turismo. Questo territorio è enorme e sconosciuto ai più.

Il Monferrato è rimasto ancora integro e genuino.

Ieri una rapida sosta pranzo alla Trattoria da Geppe a Castagnole M.to (AT, Monferrato Astigiano), molto piacevole. Si trova nel centro del paese, davanti al comune e di fianco alla chiesa. L’ambiente è semplice: entrando c’è il bar, poi Tecla vi accompagna nella sala da pranzo con una grande finestra e splendida vista sulle colline ed il paese di Montemagno. Già sfogliando la carta dei vini sono felice: troverete le 2/3 grandi realtà vinicole locali (cantina sociale, grandi nomi, ecc) ma il resto è tutto dedicato ai vini di Terroir locale, artigiani del calibro di: Migliavacca, Crealto, Ferraro, Valpane, Iuli. Poi da poco più lontano : il ‘sommo’ Trinchero, Bera di Canelli e Cascina degi Ulivi. Prezzi moooolto umani, parecchi vini sui €13/14 al tavolo!!!

La cucina è semplice e casalinga. Subito un peperone con bagna caoda ‘esplosivo’: è raro trovare una bagna caoda così verace e schietta. C’è sempre molta (troppa) cautela nel gestire la ricetta piemontese per eccellenza: di solito si finisce sempre per servire una salsa inutilmente ‘ingentilita’ ed incolore.

Mi soffermo sul piatto di pasta.

Maltagliati alla Bagna d’Inferno.

Una formula tanto semplice quanto buona ed appagante. I ritagli della pasta (maltagliati) sono conditi con una salsa al pomodoro, acciughe e cipollotto. Andrea e Giulia (in cucina) mi assicurano che si tratta di una ricetta classica di Montemagno, il paese di fronte. Bene! Non siamo nell’alta cucina ma…chi diavolo se ne frega! Siamo di fronte al focolare domestico. Questo sugo abbondante e dal gusto deciso mi ha tentato e subito conquistato! Non lo avevo mai mangiato prima: siamo sicuramente sulla ‘Highway to Hell’ (ben consci che la meta finale sarà il Paradiso, ça va sans dire).

Poi abbinato ad un Grignolino di razza come il Euli 2015 di Valpane era davvero una bomba! Questo vino è perfetto: profumo franco e diretto, beva facile ma di sostanza. Bravo il vigneron!

Com’è che si dice? Ah si: Grignolino Über Alles!!!

Si può chiudere con una ‘goccia’ di pusa-cafè: spulciate nella carta dei distillati creata dal patron Andrea Roasio. Ci troverete qualche chicca, tra single malts, grandi rum e grappe (anche invecchiate).

Insomma una sosta pranzo in cui tuffarsi letteralmente nel profondo Piemonte.


Monferrato Mon Amour: pranzo da Geppe

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