Échézeaux 1982, Dom. de La Romanée Conti. Acciacchi dei 40 anni, ma fascino irresistibile.


Ho ereditato da mio padre Giorgio una bottiglia di Échézeaux 1982 del Dom. de La Romanée Conti. Eccezionale direte voi! Peccato che la bottiglia abbia un livello molto basso sul collo: probabilmente è difettosa ed è invendibile.

 

 

Capita che oggi, mettendo a posto la cantina, da una scatola inizi a gocciolare vino. È lei! Il ‘regalo’ di mio padre. Quasi metà è ormai andato. Vedo il tappo galleggiare. Unica soluzione: togliere la capsula ed assaggiare!

 

 

E qui…iniziano le storie che commuovono un appassionato. Il vino non ha un bel colore, tende al mattone scuro. Torbido.

Ma al naso sorprende. Ci sono note ‘evolute’ tendente al Madera. Sono in ogni caso note nobili. Da subito si susseguono mille fragranze. In primo piano c’è un’idea di torrefazione e cacao tostato, poi la china, molto chiara. Ma in fondo, su tutto, si presenta il Frutto. Quel Frutto segno distintivo dei Pinot Noir più eleganti e di razza. Quel frutto sempre fresco e giovane. C’è il cassis, la fragolina di bosco, forse una marasca delicata. Irresistibile e commovente.

 

In bocca e nella retro-olfazione si ritrovano tutte le note di torrefazione e di frutto. Ma sopratutto è la beva che è straordinariamente facile e piacevole. Dissetante. E stiamo parlando di una bottiglia apparentemente difettosa!

 

Ma sono quei ‘difetti’ omaggio del tempo che rendono una bella donna quarantenne splendida ed affascinante ai miei occhi, oppure un bell’uomo della stessa età, con un inizio di brizzolatura, irresistibile agli occhi di una ragazza.

Ora una cosa da vero nerd! Corro nel mio piccolo archivio di bottiglie mitiche vuote e trovo lo stesso flacone. Lo aveva offerto Massimo Milano di Cartosio ad una cena al ritorno dal congresso Lo Mejor de la Gastronomia a San Sebastian. Direi inverno 2006. Presenti Marco Trabucco, mio padre ed io. Eravamo nella vecchia sede torinese di Casa Vicina in via Massena. La bottiglia venne aperta da Stefano Vicina in persona.

 

La bottiglia era eccellente ed indimenticabile. Oggi nella bottiglia ne rimane un dito: il profumo è di pasticceria, confetteria. Totale! Davvero inebriante (aperta 16 anni fa).

La bottiglia num. 001472 aperta nel 2006 dopo 24 anni e la bottiglia (difettosa) num. 025047 aperta nel 2022 dopo 40 anni hanno in comune l’eleganza, la finezza ed il piacere che solo i vini rango possono esprimere.

Come diceva Aimé Guibert ‘un grande vino porta la giovinezza dove dovrebbe esserci la vecchiaia e le rughe! Solo pochissimi vini riescono a fare questo.’ Oggi io ho assaggiato uno di questi vini: ha fatto il miracolo! Anche se la bottiglia…era ‘difettosa’.

 


Échézeaux 1982, Dom. de La Romanée Conti. Acciacchi dei 40 anni, ma fascino irresistibile.

Échézeaux 1982, Dom. de La Romanée Conti. Acciacchi dei 40 anni, ma fascino irresistibile.

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