mazzo a roma

Pochi giorni fa l’amico Paolo insiste per portarmi a cena da Mazzo a Roma, Centocelle: non smetterò mai di ringraziarlo!

È stata per me una grande scoperta.

Mazzo è ‘Il Bistrot Urbano’ per eccellenza. Questi ragazzi hanno uno stile unico. Il locale è minuscolo, molto minimale. Una dozzina di coperti, due turni: h 19,30 e h 22.

Arrivo, musica rap/hip-hop in sottofondo. Un ragazzo da solo fa il servizio in sala: Antonio. Si muove veloce con fare sicuro ed attento. Sarà lui a seguirvi sul vino: è appassionato e molto competente. Sempre lui vi illustrerà la cucina di Francesca Barreca e Marco Baccanelli. Qui viene il bello: c’è sperimentazione, si! Ma essenzialmente qui c’è una grande ricerca per la materia prima: piccole produzioni locali e non. Sintomo di grande professionalità (cosa sempre più rara, specie nelle grandi città). Hanno uno stile non retorico ed attuale che si basa su una solida conoscenza tecnica a cui si aggiunge un pizzico di fantasia e di ironia. Questa è cucina romana odierna! È lo stile della bistronomie parigina, quello che respiri al Clown Bar, oppure al Banco o da Gaudenzio a Torino.

Lo stile è informale ma questi ragazzi sono dei grandi professionisti!

Carta dei vini non enorme ma ben assortita, non mancano le chicche: fatevi guidare. Ovviamente anche qui prevale la ricerca: solo piccole produzioni artigianali, espressioni di Terroir.

Platos.

Trippa croccante, pecorino lucano e chutney di pomodorini.

Piatto stupendo: la trippa fritta è un biscotto! Il pecorino è di una rara delicatezza e finezza. Non salato. Ed il chutney…è fatto con pomodorini superlativi! Succosi e gustosi: da morire! Il tutto condito con foglioline di erba aromatica (nepitella?).

Ruote pazze Cavalieri, genovese di diaframma.

SON-TU-O-SO! La qualità della pasta di Benedetto Cavalieri è una garanzia: specialmente per questo formato (esclusivo di questa azienda). Cottura perfetta: la ruota mantiene una consistenza unica, carnosa. Il ragù/genovese con pezzi grossolani di diaframma è fuori dagli schemi ma allo stesso tempo è di una rara bontà! Le carote ed il sedano del soffritto, il Parmigiano 24 mesi che condisce il tutto…insomma da sballo!

Rigatoni Mancini, ragù di lumache e peperone crusco. 

Piatto molto soddisfacente. La pasta di qualità è cotta alla perfezione, il ragù esaltato da un accenno di piccantino. Ma la differenza la fa il peperone crusco, con il suo aroma sottile e quel non so che di croccante a dar ritmo ad un piatto stupendo.

Pollo impanato, insalata e maionese al gorgonzola.

Fritto perfetto, ma quello che mi ha stupito è la qualità dell’impanatura: devono aver usato un pane di campagna eccezionale perché regala all’impanatura una solidità fuori dal comune. Da elogio l’insalata: fresca e vera (non morta come nella maggioranza dei ristoranti). Qualche foglia di sedano completano il tutto con una vinaigrette alla Worcestershire.

Pancia di maialino laccata alla soia. 

Tagliata molto spessa, con un bello strato di grasso ad aggiungere succulenza ad una carne già morbida…questo piatto è di una bontà commovente! (Parole di Paolo che condivido)

In questi giorni ho chiesto a diversi Romani: tutti conoscono Mazzo di nome, ma nessuno che ci fosse stato! Francesca stessa ammette che diversi romani si lamentano del fatto che Mazzo sia lontano. Poi di fianco a noi c’erano dei ragazzi texani! Non si capisce più niente! Le guide ne scrivono un rapido trafiletto: locale simpatico, un po’ fuori mano, ecc. Incredibilmente non compare nella guida delle Osterie di Slow Food: forse non abbastanza tradizionale, non cucina cacio e pepe, amatriciana, saltimbocca, coda, ecc (e meno male dico io!)

Fidatevi: Mazzo è assolutamente un indirizzo FONDAMENTALE a Roma!

Last but not least: il vino!

Ho bevuto una buona bottiglia di Marc Barriot del Clos de l’Origine di Maury: ‘Le p’tit Barriot’. Una bella chicca del sud ovest, servito ben fresco e consumato senza moderazione!

PS

La bella foto di copertina è stata presa dalla pagina Facebook di Mazzo.

Ecco il video dei piatti:

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